Senza nessuna pretesa.
Lungo il sentiero aspro della vita
percorro questa strada,
dove mi porti non so.
Sul viale
incontro un vecchiarello,
stanco, riposa sulla verde erba
bagnata dalla rugiada.
Gli domando: “Vecchio,
che dalla tua vita hai avuto tanto,
dimmi cos’è che rimpiangi
degli anni tuoi passati?”
“Cosa potrei rimpiangere
se non la giovinezza che non è più!
Ormai sono vecchio, stanco,
non mi reggo più sulle mie povere gambe.
Aspetto che un giorno possa riposare
e non stancarmi più.”
sg67
Sospiro, dolce gemito di tristezza,
d’un futuro incerto.
Mi consola l’amore perpetuo,
che in un legame conosce la sua libertà,
cio che verrà non ha senso,
dinnanzi all’amore, nulla ha più senso.
Cio che m’aspetta e che aspetto d’avere,
non sta più tra i miei desideri.
Voglio solo che il tempo fugace,
trovi un freno all’inesorabile marcia,
quando sto dinnanzi all’amore,
guardo negli occhi il mio amore,
e mischiando i nostri sospiri in un bacio,
tramutar la tristezza del vago,
in gioia di viver d’amore.
Soli, col mondo che gira,
col nostro tempo, che fermo, non scorre.
Vivendo a pieno ogni attimo,
sicuri che il prossimo durerà in eterno.
Arrischiare la vita…
Anche a costo di bruciarsi ancora…
Hai paura di te
Mentre senti qualcosa che
Bolle dentro te…
Cosa ti trattiene?
Mille motivi e nessuno…
Rimboccami le coperte
Dolce angelo d’acciaio,
Sotto questo cielo di lampioni accesi
Stenditi accanto a me sul bitume gelato…
Nella notte ascolteremo i branchi
Di animali a quattro ruote
E ci ricopriremo di polveri sottili…
Domani mattina,
Nell’alba livida di luce cerulea,
Passeggeremo nelle foreste di casermoni popolari
E ci ristoreremo nelle oasi di centri commerciali…
Hai paura di chi?
Hai paura di che?
Che ti tu rubino l’anima?
Ti è rimasta un’anima ancora?
Vendila al Grande Fratello dall’occhio di vetro…
Lo sciamano che vive sull’Isola dei Famosi,
Circondato da Amici discepoli, Uomini e Donne…
Nella sua Fattoria essicca anime vendute,
Svuota cervelli bevuti e ti rende felice…
Ma tu senti qualcosa dentro di te
E hai paura di te…
Scappa via lontano allora…
Prima che sia troppo tardi…
Scappa sui voli Low Cost
E portami via con te…!
Portami lontano anche da me…!
Sorvoleremo le megalopoli…
Le pianure di ipermercati…
Le colline di rifiuti tossici…
I serpenti di ferraglia sulle tangenziali…
E, nel tramonto sanguigno di diossina,
Squarciando i fumi dei termovalorizzatori,
Andremo oltre i reticoli di scie chimiche
E non torneremo più…
Non torneremo mai più all’occidente moribondo…
Arrischiando la vita…
Difficile scrivere di te,
nobile amica,
senza timore di cadere
nella retorica
di parole che
profumano di buono
e dal sapore antico.
Difficile descrivere
l’armoniosa corrispondenza
di una melodia lontana,
che risuona nell’incanto
senza tempo di un’amicizia
sbocciata all’ombra
di una sensibilità comune.
Luna e sole,
alfa e omega,
novelli Venere e Marte
uniti nella stessa emozione,
giochiamo a dipingere il mondo
con pensieri colorati
su una tela ricamata
di sorrisi.
Una cornice di stelle
custodisce,
nella sua corolla di luce,
il segreto innocente
di una complicità
che rasserena il pensiero
e delizia lo spirito.
Difficile raccontare di te,
del profondo rispetto,
l’immensa fiducia e
l’affetto sincero.
Impossibile non farlo
quando la meraviglia
delle piccole cose
mi parla coi tuoi occhi.
E il deserto nel quale mi ritrovo,
ricordo che è stata la mia culla,
è stata la mia casa,
domani la mia tomba…
e in fondo è sempre quì che mi sono ritrovata
dopo la lunga corsa affannata ad inseguire il vento,
nei miei occhi
non è rimasto neanche un raggio di quel sole
che un giorno mi ha scaldato
e la notte è nel mio cuore,
eppure è vita la mia vita,
ed è fatta di parole,
di frasi,
di lunghi interminabili silenzi
e di lunghi interminabili discorsi,
e se ci penso sopra ho riso qualche volta,
forse troppo,
per cose che non mi sono mai sforzata di capire,
perchè non c’era tempo,
e forse ho avuto sogni anch’io,
che mi sono sfuggiti dalle mani,
e sono stata negli occhi di qualcuno
che io non ho guardato,
per non ricordare
e mi sono rifugiata nel deserto,
dove ogni cosa è mia,
anche se è solo sabbia,
dove io posso dormire,
stanca,
o fermarmi,
o aspettare cose che non vedrò mai,
dove solo le mie parole
fanno eco nel silenzio,
dove il niente è tutto per me,
e il mio tutto,
è niente per il mondo,
qui,
in quel deserto,
che è stata la mia culla,
è la mia casa,
domani,
la mia tomba…
Non dormo,
non ho sonno,
non piango…
ascolto.
Semplicemente ascolto,
il silenzio della notte.
Quel silenzio così penetrante che squarcia in due
il mondo imperfetto che ti eri da sola forgiata.
Il consiglio di un amico,
il sorriso di una persona cara,
una parola detta per caso,
una musica che si diffonde nello spazio,
dove aleggiano parole prive di senso per qualcuno
ma colme di significato per te…
un proliferare di voci che accrescono in te la consapevolezza
che tutto nella vita può cambiare.
E ti ritrovi a dover attraversare una strada che non conoscevi,
una strada diversa dai tuoi pensieri,
forse un po’ cambiata nell’animo,
ma non nel cuore.
La consapevolezza di essere unica,
forse anche un po’ bizzarra,
ma di certo te stessa.
E inizi a pronunciare parole che prima tenevi solo per te,
a parlare della tua vita nella maniera più spontanea,
così… come per gioco.
Cadono le frontiere,
si abbattono i muri dell’indifferenza,
un senso di profonda crescita interiore
ti fa comprendere che è meglio esternare ciò
che fino ad ora era rinchiuso in un pozzo da troppo tempo dimenticato.
Apri le finestre,
guardi il cielo,
e in un tentennare di emozioni
che ti fanno sentir viva più oggi di quanto lo credevi in passato,
riscopri che
L’acqua sgorga,
le stelle brillano…
e la libertà di essere se stessi…
è il dono più bello che ci è concesso.
Sei bella amica mia
e non sto osservando
il tuo volto,
le tue gambe,
il tuo ventre.
Ti sto guardando
dentro.
Conosco il tuo sorriso,
non solo quello della bocca,
sto parlando dell’anima.
Ho imparato a sentire
i tuoi pensieri,
la tua grazia,
quella tua ironia
intrappolata in umiltà ed eleganza
da cui sprigiona la generosità
che non è mai un’ospite
distratta, ma una vera
padrona di casa.
Sei bella amica mia,
per la tua intelligenza che sa
ben dosare
esuberenza ed allegria.
L’entrata è stata
come il volo di una farfalla,
restarci,
prende ad ogni stagione,
un po’
del loro sapore.
Sentirsi soli,
sentirsi lontani,
incapaci di aggrapparsi a lei con le mani.
Sentirsi soli,
abbandonati nei propri pensieri,
a ricordar le frasi che avevano contenuti veri.
Sentirsi soli,
ancor carichi di semplici momenti,
ingenui che di quello che feci
qualcosa non si dimentichi.
Sentirsi soli,
ancor senza vento a favore,
che purtroppo mi tien
lontano da un dolce cuore.
Sentirsi soli,
alle volte chiusi in se stessi,
guardando alla vita semplice e
domandarsi dove sono stati gli eccessi.
Sentirsi soli,
ma nella speranza che un gesto ci sia,
perche non sfumi mai…… la voglia mia.
Sentirsi soli,
imbarazzati da queste poche parole,
nella speranza che qualcosa rimanga
e non voli altrove.
Sentirsi soli,
e aspettar che il vento cali,
perchè lei possa prendere il volo verso di me
con la sola forza delle sue ali.
Sentirsi soli,
ora più che mai senza niente per le mani,
ma con il cuore pronto per quel giorno,
che mi sentirò dir……. che tu mi ami…
La donna che vive,
lavora,
e si perde fra mille parole.
La guardo sorridere,
allegra,
in mezzo alla gente,
lei vive,
un giorno,
non so quando è stato,
mi ha abbandonato,
mi ha chiuso qui dentro,
per non sentire il lamento del mio dolore,
ed io mi dibatto da allora,
in questo abisso profondo e infinito,
IO GRIDO,
ma lei non mi ascolta;
fuori lei vive.
Io prigioniero la guardo,
e vivo per lei,
che ride fra gli altri,
e piango per me,
che sono il suo cuore.
Sono i tuoi occhi
ancora di un azzurro intenso
e scintillante.
Sicuramente ti sei attirata
l’invidia del cielo,
tutta la vita.
Quel carattere forte
volitivo, pensante
e forse anche un po’
aggressivo,
con quella volontà
di chi è abituato a
gestire e a farsi
rispettare.
Oggi ti vedo incerta,
forse anche un po’
spaventata,
mi cerchi
come hai sempre, sì,
fatto,
ma è diverso…
Oggi,
nei tuoi silenzi
e nei tuoi sguardi
chiedi sicurezze
e conforto da me,
affidandoti come una
bimba …
ed io…,
che ho ancora tanta forza,
vorrei in un abbraccio stretto
comunicare a te
un calore caldo come il sole,
quel sole…,
che non riesce
a scaldarti più.
Ma nel motore della vita,
logorato dal tempo,
quel calore che va
oltre il sole,
si chiama
Amore.
TU,
non ha mai
dovuto chiederlo:
ce l’hai
da quando,
proprio in questo giorno,
nel secolo scorso,
ho aperto gli occhi
ed ho visto…
il celeste dei tuoi.